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La birra è una delle più antiche bevande prodotte e consumate dall’uomo. Le prime testimonianze storiche ne attestano l’uso, prevalentemente a fini rituali, già presso i Sumeri. In tutto il vicino Oriente antico e l’Egitto la birra era un prodotto comune, usato sia nel corso di cerimonie religiose, che per il consumo quotidiano. Con il sopravvento di civiltà indoeuropee nel Mediterraneo, la birra entrò sempre più in concorrenza con il vino, ma rimaneva un’importante bevanda sia per i Greci che per i Romani. È proprio con il passaggio in Occidente che si normalizza la scelta degli ingredienti e l’orzo, che già era stato il primo cereale impiegato in Mesopotamia, diventa la materia prima d’elezione.
Nel corso del Medioevo la produzione crebbe notevolmente, soprattutto in quei paesi europei dove la coltivazione della vite risultava difficoltosa, se non impossibile. Nel IX secolo iniziò a diffondersi l’uso di addizionare la birra con luppolo, con funzione di conservante, ma fu nella Germania del XIII sec. che questa pratica si affermò definitivamente, portando ai primi veri flussi commerciali su scala europea di questo prodotto. Proprio in Germania la produzione iniziò progressivamente a passare da una dimensione poco più che casalinga, ad una prettamente artigianale. Il ruolo di monasteri ed abbazzie fu molto importante nel corso di tutto il Medioevo, anche se a partire dal Quattrocento aumentarono notevolmente le imprese private.
La svolta industriale si verificò contemporaneamente alla rivoluzione settecentesca, con l’introduzione di macchinari sempre più efficienti, ma il ruolo chiave fu di Louis Pasteur, che scoprì nel 1857 l’esatto funzionamento dei microrganismi resposnabili della fermentazione, i lieviti. A partire da questo momento l’industrializzazione procedette sempre più rapida, fino alla nascita dei grandi gruppi multinazionali che oggi controllano oltre il 90% del mercato.
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